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Cioccolato
C'era
un piccolo coniglio, spensierato e molto goloso di cioccolato per questo lo
chiamavano Cioccolato.
Amava correre per i prati con gli altri coniglietti e raccogliere fiori per la
sua mamma. I genitori di cioccolato erano fabbricanti di uova di pasqua, con
loro lavoravano tanti altri conigli del bosco. La fabbrica si trovava nel tronco
d'una vecchia quercia ed era il posto preferito di cioccolato. Quante volte
aveva chiesto a suo padre di poterlo aiutare come facevano i suoi fratelli, ma
suo padre rifiutava sempre. Le poche volte che era andato in fabbrica mangiava
tanto di quel cioccolato che dopo era costretto a stare a letto per tre giorni.
La Pasqua era vicina e quell'anno le richieste di uova erano state più numerose
dell'anno prima. Il problema non era confezionarle ma distribuirle, anche se i
conigli erano rapidi, le richieste erano troppe e tutti dovevano dare una mano,
anche Cioccolato.
La vigilia di Pasqua tutti i conigli erano al lavoro per gli ultimi
preparativi, ognuno sapeva quale era il suo compito per il giorno di Pasqua,
anche Cioccolato,. I suoi genitori gli avevano affidato il compito di portare le
uova al bambino della fattoria che si trovava subito dopo il bosco.
La mattina di Pasqua tutti i conigli del bosco si alzarono presto anche
Cioccolato. La sua mamma gli fece le raccomandazioni: non fermarti per strada e
non mangiare le uova destinati al bambino.
Cioccolato si mise in cammino attraverso il bosco senza fermarsi. Quando arrivò
nelle vicinanze della fattoria vide un bellissimo giardino con tante belle
carote e tante verdure fresche. Cioccolato passò il recinto del giardino
e cominciò a mangiare: carote, insalata... saltò d'un lato a l'altro del
giardino fino a, quando fu sazio poi si addormentò senza pensare alle uva
di Pasqua.
Quando si svegliò il sole era già alto nel cielo e Cioccolato si accorse che
era tardi per portare le uova di Pasqua alla fattoria. Allora se le mangiò
tutte e se ne tornò a casa.
Quando i suoi genitori lo videro tornare cosi tardi gli fecero tante domande, ma
lui rispose che si era fermato nel bosco a giocare . La sera Cioccolato cominciò
a sentirsi in colpa per non avere portato le uova al bambino della fattoria.
Sicuramente doveva essere molto triste.
Durante la notte Cioccolato scese alla fabbrica dove aveva visto più volte suo
padre confezionare le uova. Fece un enorme uovo per portarlo alla fattoria ma lo
fece troppo grosso, per portarlo decise di farsi aiutare da uno dei suoi
fratelli. Cioccolato svegliò i suoi genitori e raccontò l'accaduto.
I suoi genitori furono un pò arrabbiati all'inizio, ma lo perdonarono subito
per la sua sincerità e per avere cercato di rimediare al suo sbaglio.
Era quasi mattina, Cioccolato, suo fratello e suo padre si misero in camino
verso la fattoria con l'enorme uova di Pasqua. Arrivati, lo lasciarono sotto le
finestre della stanza del bambino e bussarono ai vetri senza essere visti.
Il bambino aprì la finestre e fu felice di trovare quel uovone di Pasqua.
La sera Cioccolato cominciò di nuovo a sentirsi male, durante la notte
confezionando l'uovo aveva anche mangiato tanto cioccolato, quel golosone non
cambierà mai.

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